Sono il mio proprio giudice.

Sono io il giudice di me stesso.

Perché molte volte ci sentiamo come se non avessimo la forza di agire? Oppure perché quando tutto comincia ad andare storto ci sentiamo confusi e facciamo le vittime?

Questa immagine, fatalistica com’è, si manifesta in misura maggiore o minore in tutti noi.

E la risposta è sempre la stessa: noi ci boicottiamo, sempre!

Che sia dovuto a un trauma passato, a un complesso di inferiorità o a una pura precauzione, abbiamo l’incredibile capacità di promuovere la nostra stessa distruzione.

Può verificarsi in modo quasi impercettibile quando, ad esempio, ci abbandoniamo a un vizio, o ad uno stile di vita sedentario, ad un’ansia o anche ad una depressione lieve. 

Il quadro poi diventa più complicato quando ci troviamo di fronte a un più forte auto-sabotaggio, quando diventiamo schiavi di un vizio, quando cadiamo in una profonda depressione, ci automutiliamo, o abbiamo gravi problemi di salute, tra cui il diabete.

Esistono innumerevoli terapie che sono abbastanza efficaci nel riportare l’equilibrio del Sé, e con esso, la cura e la percezione del tutto.

Tuttavia, fintanto che non ci confrontiamo con quel “nemico” che esiste dentro di noi, difficilmente risolveremo il problema, qualunque sia la terapia.

Quel nemico siamo noi stessi,incoraggiati da ciò che chiamiamo profitto secondario.

Quello che proviamo quando soffriamo è il piacere di sentirci delle vittime. 

Non punire te stesso con il senso di colpa e non continuare a vivere nella tua zona di comfort. Devi lottare per vincere.

Non importa capire solo in teoria che siamo degli eroi, capaci di vincere e ottenere la pace, se non andiamo più in profondità, non riusciremo mai a capire che il buco da colmare è più profondo.

Se dipendessimo solo dall’intelligenza, avremmo soluzioni per tutto.

Ma perché allora non facciamo quello che sappiamo che deve essere fatto?

Perché, anche sapendo che dovremmo mantenere un pensiero positivo, siamo così afflitti dalla negatività?

Posso affermare che è il nostro bambino interiore che vuole farci sentire così.

È lì che ci lasciamo trasportare dall’ABC dell’auto-boycott.

Quell’abc non è altro che le iniziali di:

  1. a) Assenza, cioè quando abbiamo la sensazione che manchi qualcosa.
  2. b) Bloccare, cioè quando ci troviamo di fronte a barriere fisiche o emotive.
  3. c) Chiarezza, cioè quando non abbiamo una chiara saggezza o una guida interna.

Sentiamo la mancanza di qualcosa quando siamo disallineati tra i nostri doni e i nostri desideri. Ossia quando vogliamo fare qualcosa ma non abbiamo la capacità o il talento per farlo.

Essere chiari sullo scopo della nostra vita ci porta alla guarigione, ma ciò richiede un forte esercizio di conoscenza di sé e della propria spiritualità. 

Soprattutto è necessario avere coraggio per poter cambiare rotta e assumere una nuova realtà.

Bisogna mettere da parte il vecchio per far spazio al nuovo.

E se non siamo chiari su questo aspetto, ci nasconderemo sempre sotto qualche scusa o, peggio, una malattia.

Le barriere che ci impediscono di guarire sono le convinzioni di crederci imperfetti, di mantenere emozioni negative (paura, colpa, dubbio, risentimento, ecc.). Queste sensazioni ci portano anche a condizioni fisiche avverse.

La base di questo blocco è la sensazione inconscia di insicurezza e mancanza di autostima.

Per paura di andare avanti ci autosabotiamo. Posso affermare che questa sia una trappola dell’inconscio. È importante essere consapevoli di questo concetto e solo così sarà più facile evolvere in un cambiamento positivo.

Vuoi degli esempi di questo blocco? Posso citarne qualcuno:

– pensi di non essere soddisfatto del tuo lavoro? Eppure non fai nulla per cambiare perché ciò potrebbe portare più carico di lavoro;

– dici di voler perdere peso? E allora perché nel tuo inconscio può esserci la convinzione che sia necessario mangiare molto per poter affrontare tempi difficili futuri? 

– oppure sei sempre malato? Il problema è che se guarisci poi sei costretto ad affrontare la realtà della vita.

–  vuoi la pace interiore? la felicità? l’amore? E perché allora non fai nessun percorso per iniziare a cambiare vita?

Insomma, non c’è logica per le scuse inventate dall’inconscio, ma dobbiamo capire che il più delle volte i nostri blocchi non sono chiari, soprattutto quelli legati a condizioni fisiche e malattie.

E’ necessario saper ascoltare l’intuizione, la nostra voce interna.

Molte volte dobbiamo imparare non solo ad ascoltare ma anche ad aspettare, non dobbiamo essere impazienti.

L’impazienza porta allo scoraggiamento e al desiderio di cambiare rotta. 

Ma forse è solo questione di aspettare il via libera. Può benissimo essere che il cammino non sia quello corretto. Ancora una volta, più siamo chiari su ciò che vogliamo, più sarà facile ascoltare quella voce interiore dell’intuizione. 

Se non sappiamo come ascoltare i messaggi della guida interna, il nostro inconscio farà di tutto per evitare che le cose vadano bene. 

Con questa guida siamo sempre più chiari su cosa fare e quando farlo.

Essere consapevoli dell’ABC dell’auto-boicottaggio non è sufficiente. 

Per aiutarsi è necessario un profondo cambiamento interno.

Quando il nostro SÉ vibra in sintonia, tutte le strade si aprono.

Con Ho’oponopono mi assumo la piena responsabilità della mia vita, senza dare la colpa all’esterno.

Assumersi questa responsabilità è non cadere nella disperazione o nei conflitti, poiché così facendo il pensiero dominante sarà la paura, la rabbia, l’angoscia, il senso di colpa, la vittimizzazione. Queste sono tutte emozioni che ci allontanano dalla vibrazione più potente dell’Essere che è l’amore.

Essere responsabili è anche iniziare a lavorare su sé stessi e su ciò che non ci piace che si vede all’esterno.

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